SAVOIARDI

SAVOIARDI 

Il miele è un ottimo alleato in cucina e per la vostra salute, scopri la ricetta BeeChef 

1️⃣ Montate gli albumi con lo zucchero semolato.In un’altra ciotola sbattete i tuorli con il miele

2️⃣ Versate gli albumi in un recipiente più capiente, unite i tuorli a filo e  poco alla volta

mescolando delicatamente. Unite poco alla volta la farina setacciata con la fecola e mettete il composto in un sac à poche.

3️⃣ Formate i bastoncini su tre teglie foderate con carta da forno. Spolverizzate la superficie con lo zucchero a velo.

4️⃣ Infornate a 190°C per circa 10 minuti.

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BUON APPETITO! 

CREMA AL MIELE

CREMA AL MIELE 

Il miele è un ottimo alleato in cucina e per la vostra salute, scopri la ricetta BeeChef 

1️⃣ Per preparare la crema la miele ammollate per prima cosa in acqua fredda i fogli di gelatina per almeno 10 minuti.

2️⃣ Nel frattempo montate la panna, amalgamatela alla vaniglia, al miele e allo yogurt greco.

Strizzate i fogli di gelatina, metteteli in un pentolino e fateli sciogliere assieme a un cucchiaio di latte.

3️⃣ Aggiungete la gelatina fusa al composto a base di panna, miele, yogurt e mescolate bene con una frusta.

4️⃣ Suddividete ora la crema al miele in 4 coppette e riponetele in frigorifero a rassodare.

5️⃣ Al momento di servire, decorate la crema con il miele e una spolverata di polline.

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BUON APPETITO! 

TORTA AL MIELE

 TORTA AL MIELE

Il miele è un ottimo alleato in cucina e per la vostra salute, scopri la ricetta BeeChef 

1️⃣ In un pentolino fate sciogliere a fiamma molto bassa il burro con il latte, senza portarlo ad ebollizione . Aggiungete il miele e mescolate per farlo sciogliere, continuate a mescolare per 1 minuto senza far bollire. Fate intiepidire.

2️⃣ In una terrina aggiungete la farina setacciata con il lievito, lo zucchero, il pizzico di sale, la buccia grattugiata di limone; mescolate con un cucchiaio. Unite al centro l’uovo a temperatura ambiente, il succo di limone.

3️⃣ Unite anche il composto di miele ormai intiepidito ed iniziate e mescolate con una frusta a mano fino ad avere un composto cremoso.

4️⃣ Imburrate ed infarinate uno stampo a ciambella da 22 cm o uno stampo da plumcake da 25 cm rivestito con carta forno. Infornate in forno preriscaldato a 180° statico per circa 35-40 minuti, fate sempre la prova stecchino che deve uscire asciutto.

5️⃣ Sfornate, fate raffreddare e servite con zucchero a velo o miele.

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BUON APPETITO! 

PANCAKE

PANCAKE 

Il miele è un ottimo alleato in cucina e per la vostra salute, scopri la prima ricetta BeeChef 

1️⃣ Versate la farina in una ciotola , poi unite lo zucchero a velo e il lievito per dolci. A questo punto aggiungete anche le uova , il miele e l’acqua a temperatura ambiente.

2️⃣ Una volta aggiunto tutti gli ingredienti nella ciotola iniziate a sbattere con una frusta, fino ad ottenere un composto privo di grumi e dalla consistenza fluida.

3️⃣ Scaldate la padella antiaderente (fuoco medio), versate un filo d’olio e spandetelo sulla superficie con un foglio di carta da cucina ; quindi versate un mestolo di composto per ciascun pancake.

4️⃣ Attendete circa 3 minuti e non appena in superficie spunteranno delle piccole bollicine potrete girarli. e proseguire la cottura per 1 minuto anche dall’altro lato . Proseguite in questo modo fino a terminare l’impasto!

5️⃣ Conditeli come volete dalla frutta fresca, il miele, sciroppo d’acero, cioccolato 

BUON APPETITO! 

RISTRUTTURAZIONE MANSARDA

La mansarda, fino ad alcuni decenni fa, era vista e considerata semplicemente come un locale di poco valore, in cui accatastare vecchi mobili e conservare scatoloni ripieni di roba inutilizzata, forse a causa degli spazi assai limitati che poteva offrire. Tuttavia, essa ha acquisito recentemente invece un nuovo valore ed è stata riscoperta come utile spazio abitativo. Al giorno d’oggi, in effetti, basta un’adeguata ristrutturazione della mansarda per farla diventare una bellissima sala colorata, viva e soprattutto affascinante.

Nonostante le dimensioni a disposizione siano modeste, è possibile fare progetti intelligenti in cui sfruttare tutti gli spazi e far diventare questo locale un piccolo gioiello della casa: un luogo di relax oppure romantico per una coppia, stanza di giochi e divertimenti per i bambini, tranquilla camera di studio per i ragazzi o, ancora, originale stanza per gli ospiti. Andiamo a scoprire qualche idea interessante per trasformare un piccolo spazio in un locale utile ma soprattutto bello.

L’importanza dei colori

Generalmente, la tinta più utilizzata per questo genere di locale è il bianco, soprattutto se le dimensioni sono molto limitate. Infatti, alcuni altri colori ed il distacco cromatico tra parete e soffitto potrebbero fornire un effetto ancora più riduttivo degli spazi a disposizione. Utile soltanto nel caso in cui si voglia creare un’atmosfera più intima e romantica. Comunque, se non si apprezza il bianco ma comunque si vuole dare ampiezza agli spazi ridotti, si potrebbe colorare, almeno una parete importante, della stessa tinta del soffitto, per fornire una certa continuità tra essi.

Nel caso di soffitti bassi e spigolosi quest’ultima soluzione, cioè la continuità parete-soffitto, sarebbe la migliore per offrire una sensazione di maggiore ampiezza al locale. Tuttavia, si potrebbe anche scegliere di inserire una pavimentazione colorata e vivace, quando si ha un tetto dalle tinte tenui o neutre. Il tutto riesce a donare all’ambiente, infatti, una certa allegria e originalità che, assieme al giusto arredamento, permette di rendere il locale davvero particolare ed unico.

Mobili su misura e adatti

Considerando gli spazi ridotti, il mobilio della mansarda dovrà essere progettato e realizzato su misura. Con un pò di fantasia è possibile creare soluzioni utili ma al tempo stesso originali. Per coloro che vogliono creare uno spazio studio, si potrebbe inserire una libreria in una parete e che segua la forma del soffitto, a cui magari aggiungere anche un piccolo soppalco oppure incorporarvi una scala. Il tutto per sfruttare al massimo gli spazi.

Se si intende creare una cameretta per bambini o una stanza per gli ospiti e lo spazio risulta sufficiente, allora una soluzione potrebbe essere quella di inserirvi un armadio a parete. Questo può occupare spazio in maniera intelligente ed evitare aree vuote ed inutilizzate del locale. Se l’altezza della mansarda lo consente, poi, si potrebbe anche realizzare un piccolo soppalco, in cui inserire magari un letto basso, destinato al relax di un figlio giovane. Un tocco originale per tale ambiente sarebbe quello di inserire anche uno specchio, che rifletta la luce e ampli l’effetto spazio.

Il bagno, piccolo grande dilemma

Qualsiasi sia l’uso di questo locale, il bagno o un angolo ad esso dedicato risulta essere un elemento indispensabile da inserire. Solitamente, a questo viene offerto l’ambiente più difficile del sottotetto. Se è consentito piazzare una vasca da bagno, questa dovrebbe essere posta nella parte più bassa della stanza, magari sotto una finestra, in modo da fornire anche una vista affascinante quando la si utilizza, soprattutto di notte.

Nel caso in cui le dimensioni non permettano questa soluzione, allora i sanitari e un box doccia si dovranno inserire in linea sulla parete più alta. Trovando anche il giusto compromesso con le fonti di luce, le finestre ed una giusta areazione, sempre indispensabile. Tuttavia, anche in questo caso, tanto spazio può essere ricavato dall’uso di arredamenti e mobili minimal, che permettano di sfruttare ogni angolo o parete.

In conclusione, il piccolo spazio della mansarda può essere luogo di grandi progetti, certamente in base alla destinazione prescelta, ma soprattutto grazie ai propri gusti e alla fantasia di ciascuno. Da spazio relax per grandi e piccini a sala studio per giovani e studenti o, ancora, a stanza destinata agli ospiti o ai parenti, tante sono le soluzioni disponibili o da progettare.

MUTUO PRIMA CASA

Si sa che il primo passo importante quando si decide di sposarsi è quello di acquistare una casa. In molti casi l’acquisto della prima casa non è una spesa irrisoria e quindi si decide quasi sempre di optare per un mutuo. Nel caso dell’acquisto della prima casa, il mutuo d’attivare è il Mutuo Prima Casa. Il Mutuo Prima Casa consiste in un prestito che ti permette di acquistare un immobile anche se non si hanno le giuste risorse finanziarie.

Mutuo 100%: cos’è?

Non esiste una quota minima o massima nel finanziamento del mutuo, generalmente viene dato fino all’80% del valore dell’immobile.

Il Mutuo Prima Casa è una delle possibili soluzioni da adottare per l’acquisto della prima casa, anche se c’è la possibilità di affidarsi ad altri tipi di mutui o altri prestiti per l’acquisto del primo immobile. Per chi non ha proprio le basi finanziare per l’acquisto dell’immobile, esiste un mutuo che da la somma totale del valore della casa, Mutuo 100%.

I mutui 100%, sono stati creati ad hoc per le esigenze di coloro con meno possibilità economiche. Per chi invece non ha bisogno del mutuo 100% o del Mutuo Prima Casa esiste, ma di una cifra più irrisoria, c’è la possibilità di affidarsi hai prestiti personalizzati. I prestiti personalizzati, infatti sono delle somme, pattuite con le banche o con le finanziarie, che permettono di avere dei prestiti meno impegnativi dei mutui.

Bonus Prima Casa: come poterne usufruire

Un’altra opzione a cui ci si può affidare è il Bonus Prima Casa. Per ottenere un Bonus Prima Casa bisogna che l’immobile non rientri nelle categorie catastali di lusso, cioè A1, A8 e A9. Per quanto riguarda la residenza, bisogna che il compratore dell’immobile stabilisca quest’ultima entro 18 mesi dall’acquisto dell’immobile. Per poter accedere al Bonus, inoltre, l’acquirente non deve risultare beneficiario o proprietario di un altro immobile nello stesso comune.

Nel caso in cui si ha acquistato la prima casa con l’agevolazione del mutuo prima casa, ma successivamente la si vuole vendere per comprarne un’altra, si può usufruire nuovamente del Bonus prima casa solo se si vende l’immobile entro un anno.

Mutui e Tassi d’interesse

Per scegliere comunque un buon mutuo, bisognerebbe fare diverse valutazioni, per decidere quale sia il più idoneo alle proprie esigenze e/o possibilità. a quale affidarsi. Fondamentale è constatare il costo delle rate mensili, infatti è da tenere in considerazione che la rata non debba superare 1/3 dello stipendio. Importante, inoltre, è scegliere il tasso d’interesse adatto, perché ne esistono di 3 tipi: Variabile, fisso e misto.

Il tasso fisso permette di rendere le rate sempre costanti. Il tasso variabile invece può variare in base all’andamento di alcuni dei parametri stipulati nel contratto. Il Mutuo a tasso misto in alcuni casi è il più utile, perché permette di rinegoziare i termini stipulati nel contratto all’occorrenza.

Consigli utili nella scelta del Mutuo

Una volta scelto il proprio Mutuo e il proprio Tasso, un consiglio utile è quello di affidarsi ad un consulente una volta all’anno, per capire se si è fatta la giusta scelta o se bisogna modificare un qualcosa.

Quando si va a richiedere un Mutuo, l’importante è non fermarsi alla prima offerta, ma valutare e comparare diverse banche, per capire qual è quello più conveniente. In più quando si va a chiedere un preventivo molto importante è controllare il TAEG che è l’indicatore complessivo del Mutuo, che include tutte le spese d’imposta, perizia ed eventuali spese assicurative.

Una volta deciso l’istituto a cui rivolgersi per fare un Mutuo, bisogna chiedere sempre una copia del contratto, prima di andare in stipula. Un consiglio è quello di far leggere ad un notaio il contratto per ben capire i termini del contratto, che sa sicuramente comprendere meglio e approfondire i termini e processi tecnici.

Altro punto da tenere in considerazione sono i tempi di consegna. Bisogna tener conto che dall’inizio dell’iter per attivare un mutuo alla stipulazione del contratto che debbano passare all’incirca 40/50 giorni. Non bisogna, quindi, mai firmare compromessi con dei tempi troppo lunghi e rigidi, perché si rischierebbe di perdere la  caparra.

LE TIPOLOGIE DI COMODATO D’USO GRATUITO PER GLI IMMOBILI

Sono tantissimi gli immobili presenti nel nostro Paese a disposizione dei loro proprietari e che vengono affittati ad altre persone, le quali pagano una certa quota di denaro mensilmente per usufruire di una abitazione dove dimorare. Tuttavia, è possibile anche imbattersi nella concessione temporanea di un immobile senza che obbligatoriamente vi sia un corrispettivo in denaro da fornire al suo proprietario legittimo. Si parla ad esempio del comodato d’uso gratuito di un immobile.

Una delle modalità previste dalla legge ed in particolare dal Codice Civile (all’articolo 1803 e successivi) attraverso cui è possibile dimorare in un’abitazione a titolo gratuito è infatti il comodato d’uso. Sebbene non molto utilizzato per diversi motivi come tipologia contrattuale, esso rappresenta tuttavia, come vedremo, il modo attraverso cui delle volte dei genitori, proprietari di un’abitazione, la fanno usufruire ai propri figli, che ne ricavano anche alcune agevolazioni a livello di imposte. Cerchiamo di capire quindi come funziona il tutto.

Cos’è il comodato d’uso gratuito

Secondo la normativa vigente, questo è un contratto attraverso cui un soggetto (comodante) concede ad un altro (comodatario) una cosa, che può essere un bene mobile o immobile, per goderne per un certo tempo o per un determinato uso, per poi restitituirla. E tale utilizzo del bene è generalmente gratuito, anche se in alcuni casi limitati potrebbe essere oneroso (ad esempio, quando il comodante richiede almeno il rimborso per le spese di manutenzione). Questa gratuità fa distinguere tale genere di contratto da quelli, ben più comuni e diffusi, di locazione o affitto.

Nel caso di un’abitazione, ad esempio, il comodatario ottiene il diritto di godere dell’immobile, ma senza averne la proprietà, per il tempo previsto dal contratto o, in caso di accordo solo verbale, fino a quanto è concesso dalla parola del proprietario. Da questo si può dedurre, quindi, che il comodato d’uso può essere definito sia attraverso un tradizionale contratto scritto che un accordo semplicemente verbale.

Di conseguenza, in caso di beni immobili, la registrazione di un accordo di comodato non è obbligatoria, tranne in due casi: se redatto in forma scritta, tale registrazione deve avvenire entro 20 giorni dalla sottoscrizione dell’atto; se determinato attraverso un’intesa verbale, soltanto nel caso in cui sia enunciato in un altro atto sottoposto comunque ad una registrazione.

Tipologia di un contratto, durata e registrazione

Un comodato d’uso può essere distinto in due tipologie, in base alla sua durata prevista. Esiste un contratto a tempo determinato, quando nell’accordo è esplicitamente definita la scadenza o il termine di esso. Esiste, inoltre, anche un contratto cosiddetto precario, quando cioè non vi è alcuna determinazione di tale scadenza e, pertanto, colui che ne usufruisce deve restituire il bene immobile al legittimo proprietario, quando questo lo richiede.

Per quanto riguarda la registrazione, questa può effettuarsi presso un qualsiasi sportello od ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate e si adempie presentando una serie di documenti. Innanzitutto due copie del contratto (una per l’ente e l’altra per il comodante-proprietario, mentre il comodatario potrà usufruire di una fotocopia dello stesso), su cui si devono apporre, su ciascuna, delle marche da bollo da 16 Euro per ogni 4 pagine da iscrivere a registro o 100 righi dell’atto.

A questo poi si devono aggiungere: un modulo di richiesta di registrazione, cosiddetto modello 69 (rintracciabile eventualmente anche sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate), compilato e sottoscritto dalle parti; copia del versamento dell’imposta di registro da 200 Euro effettuato tramite modello F23 ed avente come codice tributo 109T; infine, fotocopia delle carte di identità del comodante e del comodatario.

Eventuali agevolazioni che si possono richiedere

Come abbiamo detto, il comodato d’uso spesso è concesso da genitori nei confronti dei figli e questo permette loro di ottenere delle agevolazioni per il pagamento dell’Imu o Tasi sull’immobile, ma a certe condizioni. Infatti, dal 2016, è possibile usufruire dello sconto del 50% su tali imposte, ma solo per quelle abitazioni che non rientrano nelle categorie catastali A/1, A/8 ed A/9 e concesse a favore di parenti in linea retta ed entro il primo grado (quindi genitori-figli) e che le utilizzino come abitazione principale. Infine, naturalmente, il contratto di comodato deve essere registrato.

PANNELLI SOLARI FAI DA TE, E’ POSSIBILE COSTRUIRLI?

Considerando l’altalena dei prezzi di luce e gas, nel nostro Paese sono sempre di più le persone che decidono di realizzare un impianto fotovoltaico per la propria abitazione, al fine risparmiare sui costi di tali bollette e di utilizzare l’energia solare, pulita ed economica. Tuttavia, uno dei limiti alla diffusione capillare di tale sistema ecologico nelle case è rappresentato dai costi per la realizzazione dell’impianto, ancora non proprio economici.

Alcuni, comunque, per ovviare a tutto questo si costruiscono dei pannelli solari fai da te. In effetti, acquistando il materiale necessario e avendo un pò di pazienza, è possibile realizzare una sorta di impianto casalingo, che riesce a fornire energia a tutta l’abitazione e senza spendere delle cifre esorbitanti. Naturalmente, l’installazione di un impianto professionale e da parte di un esperto è sempre consigliabile, per evitare diverse problematiche. Sottolineato ciò, andiamo comunque a scoprire come realizzare dei pannelli solari fatti in casa.

Materiale necessario per il lavoro

Innanzitutto, prima di intraprendere la realizzazione dell’impianto, dobbiamo acquistare materiale ed attrezzi utili, facilmente reperibili presso una qualsiasi ferramenta. Si avrà bisogno quindi di un contenitore per le celle solari (volendo anche in legno), colla per tale materiale e silicone. A cui poi aggiungere un saldatore, dello stagno, delle tronchesi e del filo, indispensabili per il cablaggio dell’impianto, e poi ancora un diodo ed un regolatore di carica. Procurato tutto questo, vediamo il passo successivo.

Acquistare le celle solari

Un pannello è costituito in pratica da diverse celle solari unite tra loro e posizionate all’interno di un semplice contenitore. L’elemento indispensabile quindi è l’acquisto di tali celle. Queste, denominate anche Moduli Fotovoltaici, nelle loro dimensioni tradizionali sono da 3×6 pollici e producono 0,5 Volt. Di conseguenza, per poter generare 18 V avremo bisogno di 36 celle. Queste, estremamente fragili, si possono acquistare tranquillamente in lotti presso negozi specializzati oppure su internet.

Realizzare il contenitore

Questo servirà da telaio in cui inserire le celle e può essere costruito in diversi materiali, dal legno all’alluminio, passando per la plastica. Una volta scelte le misure di tale contenitore, nella parte posteriore si dovrà inserire una lastra in policarbonato alveolare (leggero e resistente), mentre in quella anteriore un pannello in plexiglass dotato di filtro UV, per la protezione del contenitore stesso ed evitare la riduzione dell’efficienza delle celle.

Collegamento ed inserimento delle celle solari

Il passo successivo è saldare prima, su ciascuna di queste, il filo d’alluminio e, in seguito, saldarle tra loro (per fornire una tensione di 12 V) e realizzare un collegamento come una sorta di serpentone. A questo punto, sarà necessario saldare un diodo, affinché il flusso della corrente vada in un’unica direzione, e poi inserire un regolatore di carica, indispensabile per interrompere la ricarica, quando la batteria da 12 V del nostro impianto sarà rigenerata completamente.

Le celle così collegate adesso andranno incollate al contenitore realizzato in legno o in altro materiale. Basta applicare del silicone e della colla nella loro facciata posteriore per inserirle e ancorarle correttamente al telaio. Effettuata tale operazione, non resta che verificare l’efficienza del pannello appena realizzato. Grazie ad un Voltmetro, in pratica un misuratore della differenza di potenziale tra due punti di un circuito elettrico, collegato all’impianto si potrà testare il tutto. Se lo strumento segnala tra i 18 ed i 20 V, il lavoro è ben riuscito.

Il costo del pannello solare

Le spese sostenute per realizzare l’impianto fai da te non sono eccessive e si attestano intorno ai 100 Euro complessive. L’esborso maggiore è dovuto all’acquisto del lotto di celle solari, in vendita da 36, 100 e 108 pezzi, che si aggira intorno alle 50 Euro (per la quantità minima). I vari pannelli in plexiglass e policarbonato, invece, costeranno complessivamente circa una trentina di Euro. Poi, tra silicone e fili di alluminio si spenderanno intorno a 10 Euro.

Per quanto riguarda il contenitore o telaio, il costo dipende dal materiale prescelto. Nel caso del legno, questo ha un costo maggiore rispetto all’alluminio, tuttavia è possibile anche trovarne di riciclato a disposizione, come del compensato di scarto ad esempio. In quest’ultimo caso, si potrà realizzare un impianto davvero a costi minimi.

COSTRUZIONI IN LEGNO LA NUOVA FRONTIERA ABITATIVA

Per gli Italiani la casa rappresenta una delle tappe fondamentali della propria realizzazione esistenziale e la sua proprietà un sogno che purtroppo non si avvera per tutti. Infatti, se sono tante le persone che, utilizzando i risparmi di una vita, riescono a realizzare una propria dimora o ad acquistarla, sono anche molte quelle costrette ancora a prenderla in affitto. Tuttavia, una nuova frontiera sembra aprirsi per questi ultimi.

Negli ultimi anni si è riscontrata infatti, nel nostro Paese, la crescita delle richieste per la realizzazione di moduli abitativi in legno. Molto più diffusa in altri Stati europei, soprattutto nordici, la cultura delle costruzioni in legno si sta pian piano diffondendo anche in Italia e rappresenta una buona alternativa rispetto alle tradizionali e ben più costose abitazioni in muratura o in cemento armato. Andiamo a scoprire in maniera più dettagliata questa realtà, ancora non molto conosciuta dalla maggioranza delle persone.

I vantaggi di questa soluzione

Premesso che anche questa tipologia di abitazione deve rispettare la normativa antisismica e antincendio, numerosi sono gli elementi positivi che può offrire rispetto ad altri materiali e modalità costruttive. Innanzitutto, la velocità di realizzazione. Infatti, la costruzione di una casa in legno prefabbricato risulta essere più semplice, in quanto i pannelli possono essere facilmente trasportabili e montati, anche grazie a collegamenti meccanici realizzati con piastre d’acciaio, bulloni e chiodi. In base alla metratura ed al progetto, si può ultimare tra i 2 ed i 6 mesi.

Altro vantaggio è il risparmio energetico che questo materiale può offrire. Infatti, il legno è riconosciuto come un considerevole isolante termico ed anche acustico. Di conseguenza, risulta minimo il consumo e la dispersione di calore all’interno della struttura abitativa in inverno, a tutto vantaggio della riduzione delle spese economiche della famiglia che vi abita. Discorso simile anche in estate, in quanto il legno offre anche una notevole frescura interna.

I costi per la loro realizzazione poi sono nettamente inferiori rispetto alle tradizionali abitazioni in muratura. Se per quest’ultima infatti servono tra i 1.800 ed i 2.000 Euro/mq, invece per le strutture in legno le tariffe generalmente partono dai 1.200 Euro/mq inclusi di trasporto, montaggio, fondazione e impiantistica. La cifra complessiva, naturalmente, varia in base al metraggio della casa, al numero di piani previsti e al tipologia di legno prescelta.

Le tecniche costruttive utilizzate

Nel nostro Paese si tende ad usare maggiormente il sistema “a telaio”, in pratica utilizzato in più del 50% delle costruzioni, seguito poi dalla tecnica X-Lam per oltre il 35% ed infine, per meno del 5%, quella definita Blockhaus, tipica dei Paesi nord europei. Ciascuna metodologia possiede caratteristiche peculiari riguardo al comportamento della struttura, agli elementi stilistici ed architettonici e ai fattori costruttivi. Ogni tecnica si adatta maggiormente ad una tipologia di clima o ambiente piuttosto che un’altra.

Il sistema “a telaio”, definito anche come Platform Frame, è costituito da solai e pareti formati da intelaiature di elementi in legno di sezione ridotta, a cui vengono uniti dei pannelli in legno strutturale. Tali solai e pareti, poi, vengono interconnessi tra loro e alle fondazioni attraverso piastre metalliche ed altri elementi, come chiodi e viti. Il tutto è completato dall’inserimento di un isolante all’interno dell’intelaiatura.

La tecnica X-Lam è una metodologia costruttiva che si basa su pannelli di legno massiccio con svariati strati incrociati ed incollati, che formeranno poi i solai e le pareti. Questo genere di pannelli sono considerevolmente rigidi e resistenti e sono connessi tra loro grazie a collegamenti meccanici, il tutto a formare una struttura cosiddetta scatolare. I pannelli utilizzati, comunque, sono già prefabbricati con le loro svariate aperture e vengono poi direttamente montati sul cantiere. Questo rappresenta un sistema davvero versatile e destinato a vari tipi di strutture.

La tecnica Blockhaus si distingue invece per la realizzazione di pareti attraverso la sovrapposizione di tronchi di legno massiccio sagomati alle estremità. E proprio l’incrocio tra tali elementi ne evidenzia il particolare stile architettonico, ma fornisce anche una considerevole stabilità e resistenza alla struttura. Generalmente, questo sistema viene utilizzato per la costruzione di singole abitazioni immerse nel verde oppure di edifici abitativi nei centri montani.

INCENTIVI PER IL RISPARMIO ENERGETICO

In un periodo storico che non conosce alcuna sosta dal punto di vista dello sviluppo tecnologico le nostre vite hanno subito un radicale mutamento che nella stragrande maggioranza dei casi hanno dei risvolti solo ed esclusivamente positivi.

Tra le tante innovazioni che la ricerca ci ha portato negli ultimi decenni alcune di esse assumono un valore prettamente superiore rispetto ad altre. Se da un lato si sono avute migliorie in qualche modo ‘accessorie’ dall’altro vi sono migliorie realmente efficienti.

È il caso, infatti, di citare tutti quegli sviluppi che hanno influito sul risparmio energetico. Ma cosa si intende realmente per risparmio? In genere si fa riferimento all’insieme di provvedimenti mirati a ridurre tutti quei consumi che vengono effettuati nella vita quotidiana dell’uomo. Un esempio banale ma alquanto pragmatico è quello che riguarda l’utilizzo delle lampadine per illuminare una stanza o l’uso dello scaldabagno per riscaldare l’acqua in vista di una bella doccia.

Tutto ciò., per quanto sicuro possa essere, ha sempre un impatto dal punto di vista atmosferico che alla lunga può avere solo dei risvolti negativi. Risvolti che magari non si vedranno nel brevissimo tempo ma che nell’arco dei secoli porteranno a conseguenze inimmaginabili.

Per questa ragione tutti i governi del mondo stanno prendendo concreti provvedimenti nel tentativo di sensibilizzare la popolazione al risparmio energico.

Quali provvedimenti per salvaguardare il pianeta?

Come detto molte azioni del vivere quotidiano dell’uomo stanno danneggiando il nostro pianeta. E allora cosa fare per salvaguardare lo stesso? Importanti interventi riguardano l’installazione di pannelli solari, il miglioramento termico degli edifici (finestre, pavimenti, coibentazioni, infissi ecc..), sostituzione di tutti gli apparecchi di condizionamento nati sia per refrigerare che per riscaldare, l’abbattimento di determinate barriere architettoniche, riduzioni dell’inquinamento acustico e ambientale in generale (vedi lo smog che colpisce tutte le metropoli) e tanto altro.

Una delle tante novità che ha preso campo negli ultimi anni è lo sviluppo delle smart windows. Questi nuovi infissi, dotati di una CPU interna, riescono senza problema alcuno a modificare la propria condizione in base alla temperatura presente all’esterno. In caso di eccessivo caldo o eccessiva luce che rischierebbe di penetrare all’interno di una stanza questi muterebbero la propria struttura in modo tale da isolare sia dal punto vista termico che luminoso l’ambiente rendendo di fatto superfluo l’utilizzo di apparecchi come il condizionatore.

Purtroppo intervenire in maniera efficiente su tutto il territorio è tutt’altro che semplice. Eventuali sostituzioni di impianti più o meno grandi hanno un impatto economico non indifferente e oggettivamente parlando non sono tutti a poterselo permettere.

Ed è proprio per quest’ultima ragione che in tutto il mondo vi sono incentivi consistenti per chi decide di intervenire.

Incentivi sul risparmio energetico in Italia

Ma parlando in maniera concreta quali sono gli incentivi presenti sul territorio nazionale per chi volesse in qualche modo approcciarci al mondo del risparmio energetico?
Già da un paio di anni si parla nelle varie leggi di stabilità di ausili concreti per chi svolge lavori di manutenzione a proprio carico. Nello specifico due sono le ‘grandi’ agevolazioni che sono state introdotte a partire dal 1° gennaio 2018:

  • Agevolazione del 65%: per tutti quegli interventi tesi a sostituire impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di condensazione e di caldaia (di classe A) o con impianti ibridi o con generatori di aria calda a condensazione;
  • Agevolazione del 50%: per l’acquisto e quindi il reale utilizzo di tutti quegli infissi e/o schermature come le smart windows citate precedentemente.

In ogni caso agevolazioni o non agevolazioni nel corso degli anni, prima o poi, tutti quanti saremo costretti ad intervenire in modo sensibile per ridurre i danni che quotidianamente apportiamo al nostro pianeta. Pianeta che tanto ci da ma che poco valorizziamo e salvaguardiamo. Le conseguenze non le pagheremo noi direttamente ma i nostri discendenti. I figli dei nostri figli: perché non iniziare a pensarci sin da ora?